Proporre relazioni nuove tra le diverse forme dei linguaggi artistici. È questo l’obiettivo –e allo stesso tempo la ragion d’essere– di NetWORKS, uno spettacolo nato per iniziativa dell’Amministrazione Comunale che si inserisce nella tradizione aperta nel 2006 fa da mOrfeo e che affianca e sovrappone suoni, immagini e movimento per sperimentare un linguaggio multidimensionale.
In NetWORKS si assiste alla moltiplicazione delle prospettive, alla presenza contemporanea di punti di fuga contraddittori, alla stratificazione di linguaggi antitetici, allo sconvolgimento dello spazio scenico. Al confronto continuo fra culture, tempi e tradizioni distanti.
In questa diversità, in questa ricchezza prende forma la cifra stilistica di NetWORKS: una serie indefinita di percorsi reticolari che si snodano attraverso le evocazioni –della musica, del movimento, delle immagini, dello spazio e della storia che continua a scorrere in questo luogo ricchissimo di significati per la città e per il territorio– per portare ad una nuova dimensione dell’idea di spettacolo.
Proporre relazioni nuove tra le diverse forme dei linguaggi artistici. È questo l’obiettivo –e allo stesso tempo la ragion d’essere– di NetWORKS, uno spettacolo nato per iniziativa dell’Amministrazione Comunale che si inserisce nella tradizione aperta due anni fa da mOrfeo e che affianca e sovrappone suoni, immagini e movimento per sperimentare un linguaggio multidimensionale. In NetWORKS si assiste alla moltiplicazione delle prospettive, alla presenza contemporanea di punti di fuga contraddittori, alla stratificazione di linguaggi antitetici, allo sconvolgimento dello spazio scenico. Al confronto continuo fra culture, tempi e tradizioni distanti.
In questa diversità, in questa ricchezza prende forma la cifra stilistica di NetWORKS: una serie indefinita di percorsi reticolari che si snodano attraverso le evocazioni –della musica, del movimento, delle immagini, dello spazio e della storia che continua a scorrere in questo luogo ricchissimo di significati per la città e per il territorio– per portare ad una nuova dimensione dell’idea di spettacolo.
Fulvio Brambilla
direttore artistico
Electric Guitar Project, TriAd + Aerial Dance, Piano Solo, Body & Soul.
Con l'allestimento di un palco a 360° circondato da una platea a quattro settori.
Con la partecipazione di un gruppo di allievi dei corsi di chitarra elettrica della scuola.